“Le mani” & “Six hands The City”: continua la collaborazione tra Fotocineclub di #Mantova e l’oncologia dell’ospedale Carlo Poma

di Segio Martini

 Nell’ambito dei concerti mensili di Donatori di Musica il reparto di Oncologia del Poma è stato il turno del gruppo Six hands The City, concerto di pianoforte a sei mani su un’unica tastiera.

In una sala adiacente c’è stata una esposizione di fotografie sul tema “Le mani” curata dal Fotocineclub Mantova che mensilmente, a supporto dei concerti di Donatori dI musica, espone i propri lavori sul tema del concerto. Le mani uniscono, talvolta dividono, sono segno di gioia, sofferenza, lavorano, pregano, sono il segno di una personalità forte, sono il segnale di qualcosa di profondamente vissuto. Nel concerto di Six hands The City Loredana Ferriano, che ha conosciuto l’eperienza vissuta dai pazienti di Oncologia e lo ha confessato commossa, Paolo Savio e Federico Fuggini hanno esguito a sei mani brani di Mozart, Rachmaninoff, Debussy, Litz, Piazzolla, Cornick e Brown. suscitando grandi consensi nella sala dove hanno eseguito il concerto. Un’ora di pianoforte dove hanno alternato pezzi classici a pezzi più moderni con una particolare bravura nell’eseguire i brani di Astor Piazzolla alternandosi nelle posizioni al piano. Un lavoro di mani perfettamente in sincronia e con un risultato finale davvero eccellente dopo la presentazione pezzo per pezzo deio brani che man mano sono stai eseguiti. Per Loredana Ferriano il piano e la musica ha rappresentato il suo modo di reagire alla malattia. ” So quello che provate qui e io ho reagito al dolore attraverso il pianoforte e ognuno trova un modo diverso di farlo. Sono stata operata al braccio e i medici mi dicevano che avrei avuto problemi a continuare a suonare ma ho deciso di fondare questo trio e se non avessi avuto quei problemi questo trio non sarebbe mai nato”.

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I nostri “Quadri da un’esposizione”: il Fotocineclub interpreta la musica di Modest Petrovič Musorgskij

foto © Andrea Danani
Gianni Cossu Presidente del FCC di Mantova

“Quadri da un’esposizione” i suggerimenti di Gianni Cossu, Presidente del FCC di Mantova  


Cari amici fotografi, preziosi interpreti del bello e del brutto, di sogni, polvere e volti, di quello che oggi c’è e domani è già diverso, buone feste.

Petrovič Musorgskij
Petrovič Musorgskij

E per darvi un’ occasione per scacciare la noia, vi presento la mia personale interpretazione della proposta di illustrazione dei Quadri di Musorgskij. Ricordiamo che il giorno 23 gennaio un pianista eseguirà i “Quadri” nel reparto di Oncologia dell’Ospedale di Mantova. Alla fine del concerto, il pubblico potrà vedere le nostre fotografie ispirate a ognuno dei Quadri . L’ opera, celebre e maestosa nella versione orchestrale elaborata da Ravel (che vi consiglio come spunto di ispirazione), è dettagliatamente documentata su Wikipedia ( “Quadri da un’esposizione”) che dà una base già sufficiente per trarre delle idee.

Vorrei aggiungere alcune considerazioni pratiche. I quadri sono di soggetto vario, per tanto non sono così “russi” come si potrebbe pensare. Il carattere slavo è immanente nella musica dell’Autore, e non si può ignorare, ma d’altra parte sentiamoci facoltativamente esentati dall’includere tipici caratteri di quella Terra (la neve, le lande sconfinate, le chiese ortodosse, occhi asiatici e baffoni, ecc.). E a riuscirci, sarebbe meglio scattare seguendo non solo il soggetto, ma questo stesso strettamente legato alla musica che lo accompagna.

Uno gnomo cattivo non sarà mai Cucciolo ma semmai Brontolo, oppure una ruga cattiva immersa in un nero assoluto.

Il castello non è russo ma italiano: potrebbe essere anche uno dei castelli della nostra bella città, ma mi lascerei più ispirare dall’atmosfera di incantato e dormiente mistero che la musica suggerisce, magari con ricordi polverosi di un lontano nobile passato.

Il litigio dei fanciulli è facile e rimanda proprio a facce di monelli in baruffa (o no?).

Bydlo è un pesante carretto di contadini che arranca presso lo spettatore (I carretti in HDR di Marco Ongari?).

Pulcini nei gusci. Perchè no? E dei neonati che gugolano non sono forse dei pulcini?

Samuel Goldenberg e Schmuyle sono due ebrei polacchi, uno enorme e l’altro piccolo e caricaturale. Avanti con le ricerche!

Il mercato (Limoges) è una meraviglia: comari bisbetiche che battibeccano e strepitano: un piatto ricco!

Catacombe… Cimitero degli ebrei?

Baba -Yaga la strega: ho un’idea ma stavolta me la tengo …

La grande porta nella capitale di Kiev: troviamo il massimo della maestosità, della possanza architettonica, del manufatto come esibizione di potere.

Direi di portare per il 23 gennaio almeno un quadro (meglio di più, se possibile) ciascuno, per poi raggruppare tutte le opere (selezionate) a lavoro completato e magari allestire una mostra. Sarebbe utile tenere i nomi dei Quadri in un piccolo appunto da consultare in fretta, visto che molti soggetti possono essere colti casualmente per strada.

L’opera di Musorgskij è splendida e potrebbe essere la prima occasione per altre simili esperienze. Vedremo. Ancora buon lavoro e buoni scatti. Ci vediamo il 15 dicembre al Circolo. Ciao. Gianni