“La passione in uno scatto” di Tina Modotti

“La passione in uno scatto” di Tina Modotti

Il Fotocineclub di Mantova vuole segnalarvi la mostra fotografica dedicata all’eclettica artista Tina Modotti, in quest’occasione in veste di fotografa. “La Passione in uno scatto” per comprendere meglio la passione che si impossessava di una donna capace di ‘ubriacarsi di desiderio, anelare di soddisfarlo, e contemporaneamente temerlo, rimandarlo’ (tratto da L’Espresso)

QUANDO: dal 14 marzo al 07 aprile 2013
DOVE:  auditorium Parco della Musica, Roma

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Voglia di fuga da se stessi in “Dependency” di Giovanni Presutti

Voglia di fuga da se stessi in “Dependency” di  Giovanni Presutti

Il Fotocineclub di Mantova vuole segnalarvi la singolare esposizione fotografica di Giovanni Presutti. I suoi scatti, ritratti e ambientazioni, parlano di alienazione e di voglia di scappare da se stessi. “Il mio obiettivo è ricercare la nostra parte borderline e rappresentarla in un modo paradossale” spiega l’autore. Fotografie che parlano di dipendenza come strumento di sopravvivenza e di comportamenti sopra le righe come disvelamento di debolezze e fragilità” (Giovanni Presutti).

QUANDO: fino al 07 aprile 2013
DOVE:  Torino, negli spazi di Una stanza per la Fotografia (corso Moncalieri 238). A cura di Daniela Trunfio.

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La #fotografia erotica di Helmut Newton

La #fotografia erotica di Helmut Newton

Il fotocineclub di Mantova vi vuole segnalare una interesante mostra fotografica di Helmut Newton, il famoso fotografo di moda. Le fotografie esposte sono tratte dai tre libri di Newton «White women», «Sleepless Nights» e «Big nudes» degli anni '70 che mettono in mostra il profondo amore dell'autore per l'estetica e senza dubbio per il bianco e nero. Di seguito vi proponiamo la descrizione della mostra tratta dal sito del Corriere della Sera

DOVE: Roma, Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale 194
QUANDO: dal 06 marzo al 21 lungio 2013
 Andrea Danani - Fotocineclub Mantova
Helmut Newton: White women, Sleepless, Big Nudes

TRE LIBRI – Con 200 immagini molte delle quali sono nudi in formato naturale, il fotografo che negli anni della rivoluzione sessuale inventò la nuova fotografia di moda, è in mostra fino al 21 luglio. Dal titolo «White women», «Sleepless Nights» e «Big nudes» le foto in mostra sono tratte da tre libri pubblicati da Newton negli anni ’70, un percorso espositivo che svela la personalità del fotografo amante dell’estetica e del bianco e nero.

L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA – «Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare. Questi sono i tre concetti che riassumono l’arte della fotografia» disse Newton in un’intervista rilasciata a Frank Horvat nel 1986. «Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire e intrattenere. Nelle mie foto non c’è emozione. È tutto molto freddo, volutamente freddo».

DA BERLINO ALL’AUSTRALIA – La mostra giunge a Roma dopo il Museum of Fine Arts di Houston e il Museum Für Fotografie di Berlino, città di Helmut Newton. Nato nel 1920, il fotografo di origini ebraiche dovette scappare dalla persecuzione antisemita nel 1938 per trasferirsi in Australia dove nel 1946 ottenne la cittadinanza e cambiò il nome tedesco (Neustadter) in Newton. Nello stesso anno conobbe June Browne, attrice che diventò poi fotografa con il nome di Alice Springs (dall’omonima città australiana).

PARIGI CAPITALE DELLA MODA – Alla fine degli anni ’50 giungono a Parigi e fu proprio nella città capitale dell’alta moda e sede delle riviste più affermate che Newton fece il grande salto. Nella sua carriera l’artista realizzò numerose fotografie per diversi magazine, prima di tutto «Vogue», diventando un punto di riferimento per la fashion fotography. Nel 1989 la rivista «Max» realizza il primo di una lunga serie di calendari, proprio con le sue foto.

SITUAZIONI LIMITE – Le sue modelle vengono ritratte sistematicamente fuori dallo studio, in strada, spesso in atteggiamenti sensuali, a suggerire un uso della fotografia di moda come pretesto per rappresentare una propria realtà. Quella di un artista che crea «quadri» teatrali pieni di ironia, ambiguità, gioco erotico e situazioni limite. «Spesso mi capita di soffrire d’insonnia» diceva Newton che morì di incidente stradale sul Sunset Boulevard a Hollywood nel 2004. «E forse ho visto troppe immagini in vita mia per poter dormire tranquillo».

Manuela Pelati (Corriere della Sera)

“A contatto con la natura” mostra fotografica di Attilio Gavioli e Alberto Mazzocchi

“A contatto con la natura” mostra fotografica di Attilio Gavioli e Alberto Mazzocchi”

A contatto con la Natura": siamo lieti di potervi segnalare la mostra fotografica che il nostro Alberto Mazzocchi assieme ad Attilio Gavioli inaugureranno il prossimo 16 Marzo presso la biblioteca comunale di Sabbioneta (MN). Un viaggio fotografico immersi nelle bellezze della natura che i due fotografi hanno magistralmente catturato e quindi stampato anche con tecniche "classiche" direttamente in Camera Oscura.  Di seguito pubblichiamo alcune interessanti considerazioni degli autori della mostra.

QUANDO: dal 16 marzo al 14 aprile 2013 - dal martedì al venerdì h. 15/18, sabato e domenica h. 10/13 e 14/17.30
DOVE: Palazzo Forti di Sabbioneta (MN), presso la Biblioteca Comunale in via Accademia 1
Andrea Danani - Fotocineclub Mantova

MOSTRA FOTOGRAFICA MAZZOCCHI ALBERTOATTILIO GAVIOLI

IL FOTOCONTATTO – La fotografia, così come la conosciamo da quasi duecento anni, sta scomparendo; il supporto digitale sta rapidamente soppiantando la vecchia pellicola. Il computer e la stampante hanno oramai relegato in soffitta l’ingranditore e le bacinelle con i bagni di sviluppo e fissaggio. Ancora pochi anni e la carta fotografica per il bianco e nero sarà pressoché introvabile; infatti alcune grandi aziende del settore hanno già cessato la produzione.

I fotogrammi qui esposti, realizzati utilizzando carta fotosensibile per la stampa in bianco e nero e vegetali, rappresentano dunque procedimenti tecnici destinati presto a scomparire.

Il fotocontatto è l’impronta lasciata da un oggetto appoggiato sulla carta fotografica esposta alla luce; se l’oggetto schermante è opaco, l’impronta risultante sarà bianca, mentre tutto attorno i sali d’argento contenuti nell’emulsione, verranno lentamente scuriti a causa della luce. Se invece l’oggetto appoggiato è parzialmente trasparente, come nel caso di molti vegetali, avremo delle infiltrazioni di luce che inizieranno a colorare la carta.

La difficoltà nel realizzare un fotocontatto consiste nell’individuare quello stadio intermedio della sua evoluzione, nel quale interrompere la reazione chimica in corso per ottenere ciò che ci si era prefissati all’inizio. E’ quasi superfluo aggiungere che non è possibile controllare momento per momento la trasformazione in atto sulla carta fotografica  poiché questa è coperta dal vegetale.

La carta fotografica esposta alla luce inizia lentamente a scurire, in rapporto al tipo di luce e al tipo di emulsione. Nelle prime fasi dell’esposizione tuttavia, i diversi tipi di carta assumono colorazioni con tonalità che possono variare dal rosa all’azzurro, dal verde al blu. E’ proprio sfruttando questa caratteristica che, dopo una attenta sperimentazione, è possibile, almeno in parte, prevedere i risultati delle reazioni chimiche.

Le variabili che intervengono nella formazione di queste immagini sono: il tipo di emulsione, il tipo di vegetale, l’intensità del flusso luminoso, il tempo di esposizione.

L’interesse dell’autore per il fotocontatto è via via cresciuto negli anni, sperimentando i diversi materiali usati solitamente in un laboratorio fotografico. I risultati ottenuti, all’inizio casuali e inattesi, hanno portato ad una ricerca sempre più accurata con esiti spesso sorprendenti.

ALBERTO MAZZOCCHI

I COLORI DELLA NATURA – Ho incominciato a “trafficare” tanti anni or sono con acidi e carte in uno sgabuzzino ricavato in granaio, pomposamente battezzato camera oscura,  quando il bianco e nero la faceva da padrone incontrastato soprattutto fra gli amatori.

Il lavoro mi ha costretto ad abbandonare pellicole ed ingranditore per molti anni ma ho mantenuto vivo l’interesse per le immagini attraverso la lettura di riviste e la visita a mostre.

Ma il motivo più profondo per cui questa passione si è mantenuta intatta così a lungo dipende dal ritenere che la  ripresa fotografica sia il mezzo più efficace per trasmettere emozioni, sensazioni e per catturare, come si usa dire, l’attimo fuggente.

Grazie al perfezionamento delle macchine fotografiche digitali e la possibilità di utilizzare il personal computer per il lavoro successivo allo scatto la passione è riesplosa con forza  ed ho quindi concentrato la mia attenzione sulla fotografia naturalistica: paesaggi, fiori, animali sono diventati i soggetti da me preferiti.

Ho aggiornata la attrezzatura cercando di seguire la veloce e profonda trasformazione che l’elettronica ha indotto anche in campo fotografico sforzandomi però di non diventare schiavo del mezzo, della caccia alla novità.

Con le foto, scattate in gran parte nel mantovano, cerco di bloccare gli istanti di emozione profonda che provo girando per boschi, valli e campi; mi auguro anche di riuscire  con l’intento di trasmettere agli osservatori le mie sensazioni senza illudermi di toccare vette artistiche.

Mi impegno perché le immagini che faccio stampare siano “pulite”, tecnicamente corrette, quasi didattiche.

Ho quindi deciso di applicare durante la ripresa e la post produzione un paio di regole che mi sono dato e cioè evitare di riprendere animali che non siano completamente liberi per cui  niente scatti in voliere e parchi zoologici e, soprattutto, mantenere il ricorso a “photoshop” entro limiti molto ristretti, entro quei limiti cioè che si potevano raggiungere, con tanto impegno, ai tempi dell’ingranditore e degli acidi.

La bellezza degli spettacoli che Madre Natura offre ripagano abbondantemente per gli inevitabili, piccoli sacrifici che la ricerca di colori, luci e soggetti un poco particolari impone: la natura è coinvolgente e affascinante. Molte sono le esperienze positive che si possono fare, molte sono le situazioni che stimolano la curiosità e che spingono a fare ricerche per conoscere più accuratamente il mondo che ci circonda.

Ma, purtroppo, molti sono anche gli episodi che rattristano e inducono a considerazioni non proprio liete. Un esempio: chi non è più giovane certamente ricorda il gracidare delle rane che, durante l’estate, ci accompagnava senza tregua. Oggi le campagne, gli stagni, i laghi sono silenti, muti.

A Contatto con la Natura light Gallery:

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Mostra Fotografica: il favoloso mondo Robert #Doisneau (#Milano)

Il Fotocineclub di Mantova è lieto di potervi segnalare un’importantissima mostra fotografica a Milano dedicata al maestro Robert Doisneau. Il nostro Alberto Mazzocchi ha per voi raccolto alcune curiosità della vita del grande fotografo francese.

A Milano, allo Spazio Oberdan, sono esposte dal 20 Febbraio al 5 Maggio 2013 più di 200 fotografie originali di Robert Doisneau che narrano della sua  Paris en liberté.

Robert Doisneau è il narratore acuto ed attento della Parigi umanista e generosa di cui coglie con estrema delicatezza tutti gli aspetti della vita quotidiana.

La sua foto più famosa, quella riprodotta dapprima su quotidiani e rivista e poi su magliette, tazzoni da te, portachiavi, cuscini ritrae due giovani che, in una luce quasi opalescente, si scambiano un intenso bacio tra passanti indifferenti.

E’ la celeberrima “Le baiser de l’Hotel de la Ville” che ben presto diviene un inno all’amore.

Nel 1950 Doisneau stava lavorando per una rivista americana quando notò, da un bistrot nei pressi del Municipio, i due ragazzi che camminavano abbracciati. Ne fu colpito e chiese loro di posare (quanto pochi sono gli scatti al volo!!): fu così che venne realizzata l’immagine che contribuì a dare fama e successo all’autore ma non l’amore eterno agli interpreti. I due infatti non divennero marito e moglie.

Molti anni dopo si presentò ad una trasmissione televisiva una coppia sostenendo di essere stati ritratti in quella foto a loro insaputa (niente di nuovo sotto il sole) e chiedendo per questo una notevole quantità di denaro come riparazione del torto subito.

Però, come è ben noto il diavolo insegna a fare solo le pentole: la vera “baciatrice”, venuta a sapere della esosa ed ingiustificata richiesta, esibì una copia, firmata e timbrata dall’,autore, che le era stata spedita in dono all’epoca dello scatto.

Doisneau risparmiò quindi una bella somma di denaro mentre la modella vendette la preziosa foto per 125.000 €.

 Lasciato il “vil denaro” per ritornare all’arte va sottolineato che l’esposizione, che è già stata allestita in numerose sedi di prestigio, conduce il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna in cui si tuffa un intrepido ragazzo spiccando il volo dal Ponte di Iena, per le strade della periferia dove giocano i bimbi ed i boulevard del centro che vedono muoversi gente indaffarata in un traffico sempre crescente, tra i perdigiorno che popolano i bistrot e le modelle delle case di moda.

Doisneau, che è stato con HCB uno dei precursori del fotogiornalismo,non abbandonerà mai la città che fu  per lui un inesauribile teatro di posa animato da una variegata umanità di cui non si stancò mai di essere curioso, attento e arguto osservatore.

Alberto Mazzocchi – Fotocineclub Mantova


Spazio Oberdan – Viale Vittorio Veneto 2 Milano – Tel. 0277406302/6381

Orario: Lunedì chiuso; Martedì e Giovedì 10.00 – 22.00; Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica 10.00 – 19.30.

Biglietto: Intero 9.00 €; Ridotto 7.50 €

>>> Filmato tratto da repubblica.it

Robert Doisneau light gallery:

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