Conosciamo i fotografi del Fotocineclub: 10 scatti di Vanni Favalli

Cari amici,  di tanto in tanto useremo il nostro blog ufficiale per farvi conoscere sempre meglio i soci del Fotocineclub di Mantova ed il loro stile fotografico.

Iniziamo con una figura storica e molto apprezzata del Circolo, Vanni Favalli, che ci propone dieci scatti in bianco e nero di alcuni particolari o luoghi caratteristici della sua città natale: Mantova!

Seguite il nostro blog, nei prossimi giorni vi faremo conoscere altri fotografi del Circolo!

… sei appassionato di fotografia? >>> Vieni al Fotocineclub di Mantova!


Di seguito le dieci fotografie di © Vanni Favalli

Click sulla prima foto per ingrandire la gallery a tutto schermo

Al Fotocineclub di #Mantova un lunedì di grande fotografia di viaggio con i reporters di #WPE

 

La serata al Fotocineclub Mantova di lunedì 28 ottobre è stata dedicata alla presentazione dei viaggi in giro per il mondo del WPE , World Photography Expeditions. Viaggiare per scoprire luoghi incredibili e per conoscere il mondo con occhi diversi e curiosi, fotografare assieme a reporter professionisti per portarsi le emozioni sempre dietro e per sostenere piccole realtà con grandi storie. Questo in sintesi quello che si propongono di fare i reporters di Wpe che hanno presentato al Fotocineclub i loro lavori spiegando le finalità dei loro viaggi e delle loro fotografie nei luoghi più sperduti del mondo. Attraverso le loro immagini Sara Peronio, Francesco Zanet, Daniele Borghello, Stefano Piasentier e Pierpaolo Mittica hanno voluto testimoniare le loro esperienze di viaggio, mai banali e molto legate ad un vissuto a stretto contatto con la gente. Esperienze di vita rese possibili grazie al supporto di guide locali che hanno fatto da tramite per incontrare  minatori dello zolfo o semplicemente le varie popolazioni nei loro ambienti. Era presente all’incontro anche Flavia D’Angelo, manager travel di Wpe. Solo attraverso questo stretto contatto è stato possibile prima familiarizzare e poi scattare immagini delle popolazioni di India, Birmania, Cambogia, Perù, Indonesia, Thailandia puntando più sugli incontri con la gente che sulle visite a bellezze artistiche o alla visione di paesaggi comunque unici ed inesplorati ma sempre con lo spirito necessario per affrontare queste avventure. “ Questi reporter – commenta il presidente del Fotocineclub Gianni Cossu – fanno viaggi organizzati con la finalità di carpire immagini ma con esperienze umane indispensabili per fare fotografia di reportage, un piacere collaterale”. Francesco Zanet, dopo la presentazione del team chiarisce cos’è Wpe , quali sono le sue finalità.
“Siamo un collettivo di cinque fotografi professionisti con esperienze diverse a livello di reportage e ci siamo riuniti da qualche tempo con lo scopo univoco di valorizzare il viaggio dal punto di vista fotografico con mille sfaccettature. La fotografia di viaggio ricercata prevede partire,vedere, emozionarsi e portare a casa qualcosa di più delle fotografie del nostro viaggio, di un ricordo per chi lo ha fatto, ma che deve comunicare a chi le vede. Stessa passione … viaggiare vedendo situazioni nel mondo anche complesse e all’interno di queste situazioni si vuole creare una collaborazione del team con sensibilità e tecniche fotografiche diverse. Mettere insieme queste cose e portarle nei nostri viaggi con lo scopo di entusiasmare le persone con le visite a luoghi diversi e per portare a casa  nuove emozioni. Il tutto organizzato dalla Nuova Planetario Spa di Udine”. E’ consultabile il sito internet http://www.worldphotographyexpeditions.com per suggerire viaggi o poter usufruire di quelli programmati.  

Sergio Martini 

Franco #Fontana espone a #Mantova i suoi capolavori con “Paesaggi & Paesaggi”

Quando: fino al 15 giugno 2013
Dove: Casa del Mantegna, via Acerbi 47 - Mantova 
Ingresso: gratuito

 

Franco_Fontana

Franco Fontana: l’uomo che rende visibile l’invisibile

Fino al 15 Giugno prossimo saranno esposte alla Casa del Mantegna le fotografie di Franco Fontana.

Per tutti gli amanti del bello e per gli amanti della fotografia in particolare questa è una occasione da non perdere per ammirare i lavori del Maestro modenese.

Il titolo della mostra ”paesaggi & paesaggi” anticipa i due temi che hanno fornito l’ispirazione per scatti di forte impatto visivo ed altrettanto forte stimolo emozionale: paesaggi naturali e paesaggi urbani.

I primi, i paesaggi naturali, sono rappresentati ricorrendo a estese zone colorate, spesso prive di dettagli, così da raggiungere l’astrazione e da realizzare il pensiero di un grande fotografo tedesco, Otto Steiner, secondo cui “la creazione fotografica assoluta nel suo aspetto più libero rinuncia ad ogni riproduzione della realtà”.

Emozioni e sensazioni sono suscitate anche dai paesaggi urbani dove le forme degli edifici sono racchiuse in squadrate campiture di colore e la presenza dell’uomo è affidata, molto spesso, a delle ombre marcate.

I paesaggi urbani consentono di apprezzare oltre che la indiscussa capacità di rendere visibile l’invisibile anche la maestria con cui Fontana compone le sue opere.

Al termine della visita; ripensando alle fotografie su cui ci siamo soffermati, ci rendiamo conto che Franco Fontana ci ha insegnato un modo nuovo con cui osservare il mondo attorno a noi trasformandone forme, volumi, figure umane e segni in colore puro.

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Alberto Mazzocchi – Fotocineclub Mantova

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Camera Collection 3: #Leica III C (1940)

Anno 1940: nasce la “Leica III C” che sostituisce la “III B” e si affianca ai modelli

“Standard”  e “II”.

Questa nuova versione, a differenza delle precedenti, presenta la calotta superiore in un

unico pezzo che ingloba mirino e telemetro (foto 06); viene ad essere leggermente

modificata anche la “levetta per la messa a fuoco del telemetro” che rimane comunque

posizionata sotto il bottone per il  riavvolgimento pellicola (foto 08); gli oculari di mirino e

telemetro rimangono affiancati (foto 04).

E’ possibile utilizzare obiettivi con l’ ottica rientrante (foto 02); tutte le ottiche Leitz sono

intercambiabili e possono equipaggiare la “III C”. Il controllo del’ inquadratura può avvenire

con vari tipi di mirino. A titolo esemplificativo indichiamo i seguenti

focale 2,8 cm –>                              mirino per Hektor 1:6,3 2,8 cm

da focale 3,5 a focale 13,5 cm:   mirino universale Vidom (con correzione della parallasse)

focali 20 e 40 cm –>                        dispositivo reflex

Il dispositivo reflex può essere utilizzato in abbinamento ad altri obiettivi in macrofotografia, con

ingrandimenti che vanno dal rapporto di riduzione di 1:2,2 per la focale 13,5 cm, al rapporto

di ingrandimento di 2,2:1 per la focale 2,8 cm.

In foto 07 si vedono i due “regolatori delle istantanee” lente e veloci con tempi di scatto che

vanno da 1 secondo ad 1/1000 di secondo oltre alle pose Z (B) e T.  L’ otturatore è a tendina a

scorrimento orizzontale.

Il “bottone di scatto” presenta la solita ghiera a protezione della filettatura per l’ attacco

dello “scatto metallico” (foto 09); subito davanti troviamo la leva per svincolare il comando

della tendina dal trasporto della  pellicola.

All’ interno del bocchettone porta ottiche (foto 06) si nota un cilindretto metallico che aziona il

telemetro, mosso dal movimento dell’ obiettivo durante la messa a fuoco.

In foto 05  notiamo il fondello aperto, il caricatore della pellicola e le istruzioni per il

caricamento ben visibili all’ interno del corpo macchina.

Leitz dava grande importanza alla carica della pellicola e dotava ogni fotocamera

di apposito caricatore da utilizzare con la pellicola a metraggio (foto 10).

In foto 11 notiamo lo “scatto metallico” (con il particolare tipo di attacco), il raccordo per

treppiede con l’ apposita riduzione per l’ uso con i moderni cavalletti, ed il paraluce.

Giorgio Sacchi – Fotocineclub Mantova

“Vegetalia” di Alberto Mazzocchi e Attilio Gavioli (speciale critica di Gianni Cossu)

VEGETALIA – Mostra fotografica di Alberto Mazzocchi e Attilio Gavioli

Dove: Sala della Colonne - Biblioteca Gino Baratta, C.so Garibaldi N. 88 - Mantova (MN)
Quando: dall'8 al 20 giugno 2013

 

VEGETALIA

di Gianni Cossu – Presidente del Fotocineclub Mantova

In quanti modi ci si può avvicinare alla natura per riprodurne le fattezze?

Certamente molti, moltissimi. In VEGETALIA vengono esposti i risultati di due diverse vie, due diversi modi di lettura del grande e meraviglioso libro del vegetale.

Una via è quella di Attilio Gavioli che ricorre alla lunga esperienza maturata in anni di paziente lavoro per arrivare a fotografare senza macchina fotografica, l’altra è quella di Alberto Mazzocchi che si avvale della raffinata tecnologia digitale per esaltare forme e colori di frutti ed ortaggi.

La sperimentazione è il motore dell’evoluzione nella tecnica fotografica. I comandi di questo meccanismo sono sempre stati in pugno ai fotografi stessi, con il favore di una staticità tecnica che è durata più di un secolo. L’avvento della fotografia digitale ha spostato la possibilità di sperimentare dalle bacinelle di sviluppo ai laboratori di informatica. Da questi ultimi escono pacchetti di utilizzo della tecnica digitale sempre più ampi e stupefacenti.

Al fotografo spetta successivamente il compito di immergersi in questo panorama sterminato, frutto dell’altrui genio, e imparare e scegliere il programma più adatto alla propria creatività. Già, “creatività”: è come se con la fotografia analogica avessimo a disposizione dieci colori e con il digitale almeno diecimila! Ma siamo legati al computer… Attilio Gavioli per le sue produzioni non usa il computer e nemmeno la macchina fotografica. E’ come se il pittore decidesse di non usare più il pennello ma le mani impastate di colore. Come potrebbe un fotografo digitale, obbligato dall’informatica, fare foto senza fotocamera e computer? Ecco allora la rivincita della mente pensante in prima persona , del padrone di una tecnica vecchia ma personale e amica, che ha riesaminato i passaggi esecutivi della fotografia analogica e si è infilato in un pertugio produttivo inedito. Questa è la vera creatività in fotografia. Immagini di vegetali che ondeggiano come garze orientali, trasparenze di plausibile veridicità che impongono un rinnovato rispetto per l’impareggiabile modello naturale, profili delicati ed accoglienti toni cromatici sia tenui che forti, con la semplice perfezione che solo un ordine biologico (e non artificiale) può offrire. Il valore di queste foto sta nell’indubbia eleganza estetica , nell’idea innovativa e gagliardamente affinata e nel piacere, che tutti ipotizziamo con un sorriso, provato dall’Autore nell’istante in cui l’immagine conferma e gratifica l’appassionata attesa di questo bravo Artigiano, in una camera oscura temporaneamente illuminata nelle prove di esposizione sulla carta sensibile e non dal monitor di un pc.

Alberto Mazzocchi ama la natura e con le sue ampie possibilità espressive ce la porge potentemente esaltata nelle sue più nascoste meraviglie. Meraviglie di abitanti di paludi e boschi padani, come ci ha piacevolmente abituato in passato, ma anche di protagonisti vegetali più quotidiani e domestici, ma un po’ dimenticati,

Al ritorno da un safari dall’ortolano il buon Alberto ci offre frutta e verdura come se fosse un servizio su Naomi Campbell con un elegante risultato estetico.

Lo sfondo nero da dietro un cavolo o un peperone sfiora quelle rotondità con crescente luminosità , come una carezza che dalla schiena gira intorno ai fianchi e sull’addome apre progressivamente la mano con affetto e rispetto per quel semplice, mirabile dono vivente.

L’accuratissima messa a fuoco con estesa profondità di campo o l’elevata risoluzione dei dettagli, l’importanza volumetrica del soggetto (spesso occupante l’intero fotogramma) e, come già detto, l’esposizione carica e perfetta su sfondo contrastato, danno a questi semplici ortaggi la dignità di misconosciuti gioielli. Non è la proposta descrittiva di un alimento, bensì il convinto omaggio alla inesauribile sorprese dei più confidenziali frequentatori delle nostre insalatiere e fruttiere. Da sempre esclusivamente apprezzati per il piacere che danno al palato, questi frutti e verdure esibiscono con orgoglio giochi cromatici astratti, curve e spirali da “sezione aurea”, imprevedibilità di forme ad un esame attento dei loro angoli più nascosti.

La bravura di un fotografo si misura anche nel proposito di ridiscutere ciò che ci sembra ordinario o scontato, con l’ostinazione di gettare il velo dell’abitudine per fare splendere una bella anima nascosta in cui l’Autore ha creduto fin dall’inizio. Questa raccolta di immagini è un vero atto di amore e di fiducia nelle risorse di questi figli della natura così timidi, immobili e muti.

Un gesto di generosità. Un regalo per i nostri occhi. Un meritato motivo per un sincero applauso.

Gianni Cossu – Presidente Fotocineclub Mantova

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