Lunedì 9 Febbraio il FCC ospita Anna Volpi con “Visioni dell’attimo, l’erotico guardato attraverso i miei occhi”

Lunedì 9 febbraio il Fotocineclub ospita Anna Volpi con “Visioni dell’attimo, l’erotico guardato attraverso i miei occhi”. Alle ore 21 presso la nostra sede di via Facciotto.

Di seguito una biografia della fotografa:

© Anna Volpi
Foto © Anna Volpi

Una vecchia Olympus Om2. Qualche istruzione del padre. Giornate a piedi nudi in Florida. I pochi soldi guadagnati durante l’università spesi in rullini.
Poi la California, Los Angeles. Un lavoro in un grosso centro di fotografia. Materiale a disposizione a bassissimo costo, a volte gratis. L’opportunita’ di lavorare come assistente su piccolissimi progetti di amici sui tetti sopra la metropoli, altre volte in set studiati con altri 6 assistenti.
Arriva una Nikon F3, che subito parte con Anna per il sud-est asiatico, poi per il sud America. Il peso e il volume dei rullini nello zaino e’ tanto, e i piccoli rotoli di immagini sono il bene piu’ prezioso durante quegli anni.
Nel 2008 la F3 e la Om2 escono raramente, ora il centro delle attenzioni si sposta sulle Nikon digitali, e cominciano le prime sperimentazioni, ora che Anna e’ ferma a Mantova.
Immagini nate da sogni, concettuali e surreali, esplorazioni della mente.
La permanenza nel territorio dei Gonzaga vede anche lavori con una rivista di cucina, matrimoni, illustrazioni fotografiche di libri, corsi per ragazzi.
Ora Anna trova grande ispirazione da materiali vari e tessuti, luoghi abbandonati, oggetti particolari. Le immagini diventano piu’ studiate, ricercate. Tutto e’ scattato in camera, concedendo alla post-produzione solo aggiustamenti di colore, esposizione, contrasto.

Foto © Anna Volpi
Foto © Anna Volpi

Il corpo rappresenta per Anna un’infinito parco giochi dove esistono tutte le sfaccettature della vita: tristezza, orgoglio, perdita, felicita’, stupore, passione, scoperta, erotismo. Quest’ultimo tema ha di recente riempito la visione fotografica di Anna. L’erotismo concepito come unione, momenti, incroci, sguardi, giochi di luce e linee del corpo. Parti del corpo a cui le persone si avvicinano e toccano, ma di cui non parlano, e perché no? Le immagini sfuggevoli dell’atto amoroso o sessuale, quelle che rimangono impresse nella memoria ma che col tempo mutano. 

A proposito di #creatività e regole – Riflessione di Paolo Fiaccadori

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A proposito di creatività e regole

di Paolo Fiaccadori

Una premessa breve. Io penso che in generale, nella vita di tutti, trovare tra le cose dei legami e condividerli susciti una reazione di piacere, mentre rompere dei legami provoca fastidio delusione e anche dolore se le cose sono tanto più importanti e vitali. Scoprire ad esempio che esiste una relazione di parentela tra due persone che si conosce da tempo suscita una piacevole sorpresa, e anche scoprire che due fenomeni fisici apparentemente distanti sono governati da una stessa comune legge provoca ugualmente piacere. Il mondo è tutta una rete di relazioni e noi ne godiamo quando le scopriamo (tanto più improvvisamente ed inaspettatamente) e le esprimiamo. Quando invece qualcosa viene diviso c’è una realtà che viene distrutta.

L’atto creativo trova e mostra delle relazioni, l’atto distruttivo annulla una realtà perchè ne separa le componenti.

Anche per ciò che riguarda il gesto artistico io credo che sia tale quando appunto genera e mostra relazioni tra cose. In fotografia (ma credo che, con opportune modifiche, quello che sto per dire sia applicabile a qualunque forma espressiva) io vedo tre tipi di relazioni.

Ci sono delle relazioni “interne” tra gli elementi stessi dell’immagine, ad esempio una persona che guarda qualcosa, qualcuno che parla ad un altro, qualcuno che usa qualcosa e così via. Ci sono delle relazioni di contrasto di similitudine e tant’altro tra i soggetti della foto.

Ci sono poi delle relazioni “geometriche” che mettono in relazione linee, curve, volumi dell’immagine tra di loro e con il contorno generalmente rettangolare della stessa. In questo tipo di relazioni rientrano tutte quelle, diciamo, regole compositive dei terzi, dell’orizzonte parallelo ad un lato dell’immagine e mille altre ancora. Infine ci sono relazioni tra l’ “interno” e l‘ “esterno” della fotografia, tra il contenuto e chi osserva e anche qui le relazioni possibili sono tante ma tutte riconducibili alle possibilità di sintonia (anche dissenso? non so poi dirò qualcosa su questo) tra il contenuto dell’immagine e l’esperienza di vita e di cultura dell’osservatore (un esempio banale la foto di un posto dove si è stati).

In questo caso, mi sembra di poter dire che quanto più la relazione che si stabilisce tra immagine ed osservatore è insolita, inaspettata e quanto più lontana dall’osservatore è la cosa rappresentata, tanto più suscita interesse. Noi tutti vediamo con piacere una foto del passato dei nostri luoghi (lontananza nel tempo) e fotografie di luoghi esotici anche contemporanei (lontananza nello spazio). E non solo lontananza di spazio o di tempo ma anche lontananza per cultura e direi anche per tecnologie usate nella creazione dell’immagine (motivo per cui molti che non sanno come funzioni Photoshop trovano spettacolari certi risultati mentre chi lo sa usare li trova banali e noiosi).

Naturalmente tutte queste relazioni variano nella loro intensità e nel loro valore, possono esserci e non esserci, possono esistere più o meno consapevoli nella mente di chi ha creato l’immagine e più o meno intelligibili in chi le osserva. Se ci sono solo relazioni di tipo geometrico compositivo l’immagine ha solo valore estetico, se ci sono solo relazioni “interne” alla foto allora diciamo che la foto “racconta” qualcosa, banale o importante non importa. Infine un immagine può coinvolgere emotivamente indipendentemente che sia sfocata, mossa e fatta “male”.

In conclusione io penso che la “bellezza” (o “bontà” o “interesse” o quello che si vuole) di una fotogragrafia dipenda da una miscela di queste relazioni poichè è l’insieme di queste ad essere rappresentativo della realtà che ci circonda la quale sussiste perchè tutto è relazionato. Quindi non si tratta che ci siano o non ci siano regole del tipo “orizzonte parallelo al bordo”. Se ci sono in gioco altre relazioni di maggior valore più coinvolgenti allora possiamo anche fare a meno dell’orizzonte “orizzontale”.

Dicevo prima della possibilità di “dissentire” con il contenuto di una fotografia. Potrei dire: non sono d’accordo con il contenuto ma la fotografia è fatta bene, cioè trovo nella foto altri tipi di relazione più o meno forti: la fotografia è fatta bene lo racconta bene ma mi lascia indifferente o peggio mi coinvolge in maniera negativa, la relazione con la realtà rappresentata è spezzata e il mio cuore reagisce con fastidio o con dolore.

Conosciamo i fotografi del Fotocineclub di #Mantova: Federico Ferro e Ilaria Brizzi

Cari amici, prosegue la rassegna per conoscere i protagonisti del nostro Circolo Fotografico. L’ultima volta abbiamo conosciuto i nostri Paolo Fiaccadori e Francesca Maccari, rispettivamente un “Senior” ed una “Junior” del Fotocineclub di Mantova. Anche questa volta vogliamo mettere a confronto “face-to-face” chi frequenta il circolo già da qualche annetto (Ilaria) con chi invece debutta per la prima volta sul nostro annuario 2014 (Federico).

Di seguito le gallerie fotografiche che mostrano i diversi stili e ambiti fotografici che i due esplorano, dimostrando duttilità e capacità di adattamento (fotografico) a seconda del tema trattato (sport, studio, fotoritocco, strada, ecc…)

FEDERICO FERRO (click sulla prima foto per aprire a tutto schermo):


ILARIA BRIZZI (click sulla prima foto per aprire a tutto schermo):

Nino Migliori, il Fotocineclub di #Mantova dedica un’intera serata al grande fotografo italiano

Nino Migliori

Lunedì 19 gennaio alle ore 21 la Home Gallery 1 Stile propone, in collaborazione con il Fotocineclub Mantova che ospita l’iniziativa nella sede di via Facciotto, la proiezione del video NINO MIGLIORI, 2012, Visioni d’arte produzione con Cineteca Bologna e Contrasto.

La regista del documentario, Alessia De Montis, ne parla così:

“ Ho provato ad immaginare Nino Migliori visto dall’alto per coglierne tutta la poliedricità. Come se lo spiassimo muoversi tra due coordinate, il Tempo e lo Spazio, concetti che ritroviamo anche nei suoi Lucigrammi.

© Nino Migliori
© Nino Migliori

Nino è come un prisma, che riflette luce in tante direzioni. La visione dall’alto ci permette così di librarci in volo e vedere contemporaneamente tutti i colori che il “prisma Nino” ci trasmette con il passaggio della luce nella sua macchina fotografica.

L’obiettivo è stato cercare di mostrare quanto la sperimentazione e la ricerca di nuove forme poetiche di foto-grafia (intesa etimologicamente come scrittura con la luce) sia per Nino tutt’oggi viva e costante nel suo lavoro, diventando la sua cifra stilistica.

Nino è sempre in cerca di nuove forme di espressione e comunicazione, oltre i limiti del semplice fotografare la realtà attraverso la macchina fotografica”.

La serata, aperta a tutti, sarà introdotta da Mara Pasetti e Gianni Cossu con una breve presentazione del grande fotografo e artista bolognese.

Conosciamo i fotografi del Fotocineclub di #Mantova: Paolo Fiaccadori e Francesca Maccari

Cari amici,  come sapete abbiamo deciso di utilizzare questo spazio del nostro blog ufficiale anche (e soprattutto) per farvi conoscere sempre meglio i soci del Fotocineclub di Mantova ed il loro stile fotografico.

Abbiamo iniziato suggerendovi una selezione di fotografie del nostro associato storico Vanni Favalli ma  questa volta, per la nostra e vostra gioia, vogliamo raddoppiare la “dose”.

Oggi è un piacere per me presentarvi ben due fotografi del Circolo (ah, parentesi, non costringetemi ad usare la parola “fooootooooaaamaaaatoooori” per i non-professionisti perché la reputo insopportabile, e fino a quando non ne verrà inventata una migliore per me chi fotografa è “fotografo”, non fotoamatoretrallallà. ). Dunque vi dicevo dei due fotoam… ehm, fotografi che vi stavo per introdurre. Paolo e Francesca, “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”… no no adesso non esageriamo, sebbene che al Circolo ci si voglia tutti un gran bene, ciò che accomuna Francesca a Paolo (e  me, ndr) è “solo” una grande passione per la Fotografia, sfociata poi in una bella amicizia, arricchita settimanalmente dai nostri incontri serali al FCC, durante i quali si discute,  dove a volte ci trova in disaccordo, dove ci si confronta, si scoprono nuove cose, nuovi autori, si lanciano idee, si dà il La a nuove ed emozionanti avventure echipiùnehapiùnemetta.

Francesca è l’ultima arrivata nel gruppo, Paolo è invece un “Senior”, Francesca è una giovane (considerando che è pure mia coetanea oserei dire, giovanisssssssima) piena di entusiasmo e idee, Paolo è un po’ meno giovane, all’anagrafe, ma nonostante i suoi bianchi capelli e i baffotti sale e pepe, ha dentro un “motore” così vivo e rombante che qualsiasi ventenne/trentenne faticherebbe a rimanergli in scia. Entrambi utilizzano il mezzo fotografico per esprimere le proprie emozioni, per raccontare e far riflettere… lo fanno con freschezza ed efficacia, con quella “spontaneità” che tanto mi piace, con un occhio che dentro a quel mirino sa trasformarsi da ironico a critico, da  impulsivo a riflessivo.

Bando alle ciance, in conclusione, sia Paolo che Francesca mi hanno consegnato un bel gruppetto di fotografie che gradirebbero mostrarvi e che il sottoscritto ha il piacere di rigirarvi così come mi sono arrivate e nell’augurarvi una buona visione di queste gallerie vi ricordo che se siete appassionati di Fotografia e abitate qui nel mantovano è giunta l’ora di investire i vostri lunedì sera in maniera più efficace, divertente e produttiva. Come? Beh…

Ciao a tutti,

Andrea Danani.


PAOLO FIACCADORI (click sulla prima foto per aprire a tutto schermo):


FRANCESCA MACCARI (click sulla prima foto per aprire a tutto schermo):