Fabbriche abbandonate e Violenza sulle donne: al FCC la #fotografia di Luca Giubertoni e Andrea Danani

Gianni CossuLunedì 30 marzo il Fotocineclub di Mantova ha avuto il piacere di ospitare i più recenti lavori di Luca Giubertoni e Andrea Danani. Il tema era sicuramente impegnativo: documentare il degrado e l’abbandono di opifici mantovani, un tempo sedi di occupazione e produzione, ora metafora tangibile della crisi economica. Il bianco e nero, sapiente e maturo, dei due Autori ha dimostrato ad elevato livello qualitativo come si possa affrontare un impegno espressivo con modalità e stili completamente differenti. Il risultato in questo caso è stato duplice: le strade diverse hanno avuto uguale impatto emotivo e medesimo risultato cognitivo con simultanea e peculiare definizione della propria singola personalità artistica, che ci rimanda direttamente al proprio IO più evidente. Un capace Artista sa parlare contemporaneamente di sè e di altro da sè, con un linguaggio che è insieme una narrazione e un’autobiografia. Più prudente, meticoloso, pacato e tagliente il Giubertoni, più sanguigno, emotivo, vivace nei toni (e nei bianchi e neri…) il Danani. Dal primo abbiamo la finale consapevolezza della dimensione drammatica della disoccupazione e della desolazione nel mondo del lavoro con dettagli avvilenti, grigi tristi e implacabili, disordini deprimenti e sconsolanti. Gli stessi soggetti inducono in Andrea invece timore per l’ostilità di quei cameroni, partecipazione quasi affettiva per quei fogli gettati, quegli schedari violentati, quegli attrezzi sviliti. E li recupera con la sua fantasia, elaborando un piano di redenzione oggettuale che gli permette di far guizzare cavi attorcigliati, di far sembrare piramidi egizie dei muri scrostati, di dare una luce abbagliante (forse speranza?) alle stanze più buie. Se si può sorvolare su qualche ripetizione iconografica in entrambi i lavori, l’esito è quello voluto: un giusto e centrato cazzotto nello stomaco da entrambi. Un uno-due da knock out, … artisticamente molto piacevole!
   Successivamente abbiamo apprezzato (e patito..) per i servizi sempre gemelli sulla violenza sulle donne, preparati per il Telefono Rosa e proiettati in Quartiere Valsecchi in occasione dell’8 marzo. Stessi caratteri chiari ed espressivi, stesso effetto pieno dei propositi produttivi. Quelle ragazze piangevano, soffrivano, temevano. Ci vuole cuore, non solo mano per trasformare tali storie in una serie di immagini così efficaci.
Una lezione di grande fotografia, avvalorata dalla educata modestia che solo i grandi Autori hanno. Un convinto applauso.
Gianni Cossu – Presidente Fotocineclub di Mantova

Di seguito pubblichiamo le gallery con alcune foto esposte dagli autori durante la serata del 30 marzo:

LUCA GIUBERTONI

(click sulla prima foto per aprire a tutto schermo)

LUCA GIUBERTONI per il Telefono Rosa

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ANDREA DANANI

(click sulla prima foto per aprire a tutto schermo)

ANDREA DANANI per il Telefono Rosa

(click sulla prima foto per aprire a tutto schermo)

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