Musica e #Fotografia: parte la collaborazione tra il Fotocineclub di #Mantova ed il reparto di Oncologia dell’ospedale Carlo Poma

Presso il Reparto di Oncologia dell’Ospedale di #Mantova si tiene mensilmente un concerto con continuo rinnovo di esecutori, anche stranieri, nell’ambito dell’iniziativa “I donatori di musica”. Tale lodevole e qualificato progetto è opera del Primario del suddetto reparto, il Dott. Maurizio Cantore,  veterano in materia, con anni di inalterato apprezzamento durante la permanenza all’ospedale di Carrara. Dal giorno 25 novembre 2014 inizia una collaborazione con il Fotocineclub di Mantova, con l’esposizione di stampe fotografiche in allestimento negli spazi adiacenti la sala dell’esecuzione musicale. A unire le due manifestazioni artistiche è e sarà un tema comune, svolto pertanto in chiave creativa sonora e visiva. Obbiettivo pienamente riuscito nella suddetta occasione, dove ad un affermato trio composto da flauto traverso, chitarra e contrabbasso, con brani presentati sotto il titolo ” Nostalgia e desiderio” ha avuto il contraltare fotografico delle affascinanti immagini di Marco Ongari, da anni entusiasta e caparbio sperimentatore di tecniche, cesellatore di inquadrature, miscelatore di colori e atmosfere.

Riferiamo dell’applaudito successo di queste produzioni gemelle, riportando di seguito la presentazione della mostra di Marco, ad opera del presidente del Fotocineclub di Mantova, Gianni Cossu.


Nostalgia e Desiderio

di Gianni Cossu

Buona musica e buone foto…

  L’appassionante esibizione musicale appena conclusa e la mostra fotografica qui esposta ci offrono un credibile esempio della possibilità di esprimere un concetto con trasversalità di forme artistiche. Mentre la musica è da sempre nata come manifesto sonoro del sentire umano, per la fotografia, forma creativa al confronto ancora adolescente, il narrare un sentimento mediante immagini bidimensionali è compito altrettanto arduo, ma soprattutto meno codificato. In altri termini, potremmo dire che il bel suono raggiunge con spavalderia il cuore, mentre l’ immagine ha sicuramente più ostacoli e briglie mentali per gemellarsi con il concetto voluto. La musica è come un profumo, la fotografia è come una frase scritta. E dopo l’ entusiasmante aroma del concerto appena concluso, godiamoci le bellissime immagini di Marco Ongari, eleganti e potenti odi a Nostalgia e Desiderio. Le cascine deserte sono state con perizia e misura elaborate mediante la tecnica “HDR”, che, in parole semplici, consiste nel produrre un’ immagine assommando tre o più fotografie dello stesso soggetto, differenti tra loro per la maggiore o minore luminosità, con il risultato di offrire contemporaneamente la quasi totale assenza di ombre e la leggibilità di ogni minimo dettaglio, con vivace impronta cromatica su tutta la scena. La scelta di tale tecnica è particolarmente felice per il carattere di passionalità e rimembranza che il termine “nostalgia” subito evoca.

   E come non unire istintivamente in un bel vortice sensuale il Desiderio e la Danza? Proprio quest’ultima è, presso ogni sorta di essere vivente (dagli uccelli del paradiso ai quindicenni in discoteca) un mezzo spontaneo e scalpitante per magnificare la propria vanitosa fisicità alla bella destinata, con una paritaria risposta dalla seducente Movida femminile. Mosso fotografico, coppie in rotazione inebriante, movimenti di lui con movimenti di lei al suono di un orchestra che solo i bravi fotografi (come Marco) ci fanno immaginare.

Queste scene riescono nell’intento più difficile per un fotografo: escono dalle due dimensioni fissate dall’obbiettivo, per allargarsi alle pianure della musica, alla ritmica muscolarità dei ballerini, all’umida malinconia delle corti che nessuno più vuole.

   Forte ed entusiasta l’applauso che rivolgiamo ai bravissimi musicisti, ringraziandoli per il loro dono, ma il tributo per loro più bello viene da Marco, con la Nostalgia e il Desiderio che solo un grande fotografo sa esprimere.


Di seguito vi riportiamo alcune fotografie documentative della splendida giornata ad opera di Paolo Fiaccadori

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