“Tra strade e case, volti e storie di persone” di Vanni Favalli

VANNI FAVALLI FOTOGRAFO DI STRADA CON SENTIMENTO

Proseguono gli appuntamenti del lunedì sera al Fotocineclub Mantova in Via Facciotto. Dopo l’assemblea dei soci di lunedì 23 settembre per la formazione del Consiglio Direttivo sono incominciati gli incontri a tema con la presentazione di lavori  dei membri del FCC e degli ospiti, dedicati come sempre a chi ama la fotografia in tutte le sue forme artistiche. Il primo appuntamento è stato con Vanni Favalli: lunedì 30 settembre, infatti,  ha presentato le sue fotografie di vissuto quotidiano  “Tra strade e case , volti e storie di persone”. Una fotografia di strada rigorosamente in bianco e nero per cogliere i sentimenti della gente  nelle espressioni dei loro volti o nei luoghi dove vivono. Il tutto condito con un pizzico di malinconia, ingrediente sempre presente  nelle opere del nostro Favalli. La sua fotografia, inoltre,  vuole anche denunciare situazioni di disagio sociale o di solitudine. Ha presentato le sue opere divise in sezioni, andando a cogliere i segreti di Valletta Valsecchi, l’Anconetta (quartieri morenti di Mantova) e della “Strada” in generale. Fino ad arrivare attraverso la sua curiosità a sviluppare un ampio e toccante documentario fotografico nella vecchia e abbandonata “casa di Rino”, addentrandosi poi nei resti di cemento e muffa della ex Ceramica, chiamata “la casa di Mustafa” e infine concentrandosi nei ritratti delle persone di colore che al giovedì frequentano il mercato cittadino di Mantova. Il tutto pervaso da un acuto sguardo di denuncia.

Sergio Martini

Camera Collection 5 – Fotocamera #AFIOM Wega (1953-1956)

Fotocamera AFIOM mod. Wega

periodo di produzione 1953-1956. 

Nel 1953 la ditta AFIOM di Pordenone presenta sul mercato le fotocamere “Wega” e “Wega IIa”. Entrambe hanno la presa sincro-flash, ma la prima è simile alla “Leica standard” mentre la seconda, con telemetro, ricorda la “Leica III A”  priva del bottone delle istantanee lente.

Oggetto di esame è il modello “Wega” (senza telemetro) nelle seguenti due versioni:

  Differenze:

Foto 1
Foto 1

Foto 01:  _fotocamera di sinistra (matr. 110):  _obiettivo Wega f/3.5  (focale  non indicata)

_presa sincro-flash in alto a   sinistra

_l’ obiettivo è privo della leva per la messa a fuoco

_fotocamera di destra (matr. 662):   _obiettivo  Trixar  50 mm f/3.5

_presa sincro-flash in basso a sinistra

_l’ obiettivo presenta la leva per la messa a fuoco

bloccabile nella posizione di infinito grazie ad un

fermo presente sul’ anello delle distanze

Foto 2
Foto 2

Foto 02: _vista in pianta prima versione (matr. 110): fianchi arrotondati

_vista in pianta seconda versione (matr. 662): forma ottagonale

Per entrambe le versioni:

Otturatore a tendina a scorrimento orizzontale

Ottica intercambiabile con innesto a vite 39×1

Obiettivo rientrante per ridurre l’ ingombro

Formato 24×36

Foto 8
Foto 8

Foto 02-08 _ il bottone per le istantanee riporta i tempi da 1/20 ad 1/1000 di sec. più la posa B

_  il bottone di scatto è coassiale all’ attacco per lo scatto flessibile (con ghiera  a

protezione della filettatura)

_ la leva di svincolo “tendina-avanzamento pellicola” ha il perno coassiale al bottone di

scatto

_ simili a Leica il bottone di riavvolgimento (di diametro maggiore nella seconda versione), il

contafotogrammi ed il bottone di carica.

Foto 03: si nota l’ obiettivo in posizione di lavoro (in foto 020506 è in posizione rientrata).

Foto 3
Foto 3
Foto 5
Foto 5
Foto 6
Foto 6

Foto 06: il caricamento pellicola avviene togliendo il fondello e inserendo  nell’ apposito vano il

caricatore già collegato con la pellicola al rocchetto ricevente

Foto 7
Foto 7

Foto 07: in evidenza la scala delle profondità di campo e quella dei diaframmi con relativo

selettore.

Foto 9
Foto 9

Foto 09: anche il meccanismo di chiusura del fondello riporta il numero di matricola (scrupolosità

veramente insolita).

Foto 4
Foto 4

E’ un peccato che la produzione sia cessata con il 1956 perché Afiom  si è presentata sul mercato della fotografia con un livello qualitativo di tutto rispetto; in circa quindici anni di utilizzo ho  impressionato molti rullini con entrambe le versioni Wega, con piena soddisfazione per i risultati ottenuti dal punto di vista dell’ affidabilità meccanica e della resa ottica.

Vi sono grandi somiglianze con le fotocamere Kristall di Domenico Chinaglia; mi sembra giustificato ipotizzare eventuali accordi di collaborazione tra le due ditte. Sarebbe interessante (ma non è questa la sede) una ricerca su eventuali rapporti/accordi tra Kristall (Belluno), Afiom (Pordenone), Sonne (Pordenone) e Officine Galileo di Pordenone.

Giorgio Sacchi – Fotocineclub Mantova