Alessandro Villa presenta: “Riflessi”

Il Fotocineclub di Mantova vuole segnalarvi "Riflessi", una mostra di fotografie e dipinti di Alessandro Villa

Dove: Home Gallery 1 Stile, via Calvi 51, Mantova (MN)
Quando: dal 07/04/2013 al 27/04/2013
Orari: dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 19,30
Ingresso: libero

locandina VillaAlessandro Villa, fotografo e pittore, è nato a Milano nel 1979.

Dopo il Liceo Artistico si è subito dedicato alla fotografia che era la sua passione. Inizia come allievo di un noto fotoreporter, Angelo Tondini, da cui apprende preziosi insegnamenti sull’inquadratura ed impara a fotografare in differenti situazioni: paesaggio, ritratto e architettura di interni. Comincia così a pubblicare le sue prime immagini su riviste italiane e straniere.

In seguito frequenta per due anni la NABA (Nuova Accademia Belle Arti)  e diventa grafico in un’agenzia di pubblicità dove realizza diversi lavori e migliora la conoscenza delle tecniche digitali che diventeranno per lui uno strumento importante.

Oggi vive tra Milano e Venezia e si dedica alla fotografia creativa e alla pittura in cui esprime liberamente una ricerca personale ed un idea estetica e compositiva.

Camera collection 1: Ensign All distance

Il nostro Giorgio Sacchi ci introduce alla nuova "Rubrica" del blog del Fotocineclub di Mantova: "Camera Collection". Uno sguardo sul passato che ha l'obbiettivo di riportare alla memoria un tempo che non c'è più attraverso l'analisi di apparecchiature fotografiche che hanno segnato la storia, prima dell'avvvento della rivoluzione digitale. Riteniamo che questa nuova sezione del blog possa essere un'occasione culturalmente stimolante anche per tutte le nuovissime generazioni di fotografi e foto-amatori. La Prima di "Camera Collection" a cura di Giorgio Sacchi è dedicata alle caratteristiche tecniche principali della  fotocamera Ensign, modello "All distances" e risalente al periodo antecedente alla Seconda Guerra Mondiale.
Andrea Danani - Fotocineclub Mantova

A cura di Giorgio Sacchi

Ensign all distance
Ensign All Distance – Foto 1

Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale si diffusero alcuni tipi di fotocamera a pellicola. Tra queste le fotocamere a “cassetta” o “box”, particolarmente indicate per i principianti; erano caratterizzate dalla messa a fuoco fissa (da 3 mt all’ infinito), pellicola 120 (otto fotogrammi 6×9) e tre diaframmi.

Il nome dell’ esemplare in oggetto è probabilmente dovuto alla possibilità di mettere a fuoco a meno di tre metri, estraendo l’ obiettivo di qualche millimetro (foto 4/ foto 5).

Era dotata di due mirini prismatici (foto1/ foto 5/foto 6) ed uno estraibile a traguardo (foto 2). Una apposita leva permetteva di selezionare la posa “T” o l’ istantanea “I” (foto 6); la leva di scatto apriva l’ otturatore sia in andata che in ritorno (foto 7). I diaframmi, indicati con i termini small, medium, large, avevano un selettore a leva (foto 8). L’ avanzamento pellicola si otteneva ruotando l’ apposito manettino (foto 2) sino alla comparsa nell’ apposita finestrella (foto 10) del numero indicante il fotogramma successivo; detta finestrella andava protetta dalla luce con il coperchio di cui foto 9 / foto 10. I numeri dei fotogrammi erano prestampati sulla carta di protezione dalla luce, bobinata assieme alla pellicola. Ho saltuariamente usato questa fotocamera sino a qualche anno fa e credo che possa ancora scattare buone foto.

Click sulle singole fotografie per ingrandirle:

Patrizia Castellani Presenta: “Emozioni di Tango”

Dove: La mostra prosegue all'Autosalone A-Auto,Via Calamandrei 1,Colle Aperto-Mantova 
Quando: fino al 10/06|2013
Ingresso: gratuito

di Sergio Martini

Nel pomeriggio di ieri, sabato 23 Marzo, nella magnifica cornice della Madonna della Vittoria in via Monteverdi a Mantova, si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica, creata ed ideata da Patrizia Castellani sull tema “Emozioni di Tango. Intensa atmosfera in colori e parole”. L’ autrice, appassionata fotografa e tanguèra, ha voluto offrire alle persone intervenute, autorità, amici del Fotocineclub e dell’ambiente del Tango, maestri di ballo compresi, complice l’ esposizione di 24 scatti fotografici, uno squarcio dinamico e colorito dell’atmosfera che circonda il mondo del Tango-spettacolo. Lo scopo è di cogliere armonicamente la sensualità dei movimenti con i diversi effetti cromatici degli abiti, degli strumenti musicali e delle sale e teatri che fanno da sfondo alla sequenza di volteggi, abbracci e piroette, quest’ultimi quasi palpabili attraverso la tecnica del “mosso fotografico”, che consente all’ immagine di riprodurre la sua originaria vivacità all’occhio nudo e critico dell’osservatore. Fotografie, insomma, da cui è possibile percepire ritmi, musica, alternanze di colori, primo fra tutti il passionale rosso, che si condensano in emozioni intense ed uniche. L’ inaugurazione è stata introdotta da coinvolgenti versi poetici sull’argomento, scritti da Alberto Capilupi, appassionato di movimento ed arte, nell’interpretazione di Anna Bianchi, attrice dell’Accademia Teatrale Campogalliani. L’esposizione fotografica rimarrà aperta sino al 14 aprile (giovedì e venerdì ore 15,30-18,00; sabato e domenica ore 10,00-12,30 e 15,30-18,00) con ingresso gratuito a Madonna della Vittoria.  

Robert #Capa: il fotoreporter

Il Fotocineclub di Mantova vi vuole segnalare una mostra importantissima del più importante fotoreporter di guerra di tutti i tempi: Robert Capa. La  vita di Capa, nonostante il successo a livello professionale, non è stata affatto semplice, anzi, il noto fotografo ha dovuto affrontare momenti difficili, a volte addirittura drammatici. Il nostro Alberto Mazzocchi ripercorre i punti salienti della vita del noto fotografo cogliendone i particolari più importanti ed emozionanti.

QUANDO: già in essere, fino al 14/07/2013
DOVE: Torino, Palazzo Reale
Andrea Danani - Fotocineclub Mantova

Robert #Capa: il fotoreporter

di Alberto Mazzocchi

Robert_Capa

Pochi giorni or sono è stata inaugurata a Torino, a Palazzo Reale, una retrospettiva che rimarrà aperta sino al 14 Luglio venturo dedicata al grande fotoreporter Robert Capa di cui si celebra quest’anno il centesimo anniversario della nascita

Nel 1913 infatti vedeva la luce a Budapest Endre (Andre) Friedmann che, giovanissimo, fu costretto a fuggire, prima a Berlino e poi a Parigi, per evitare, dati i tempi, di dovere pagare per due colpe gravissime: essere ebreo ed avere simpatie per il socialismo. Durante le peregrinazioni giovanili Endre impara ad usare la macchina fotografica, la piccola Leica, di cui intuisce l’agilità rispetto ai mastodonti in uso a quei tempi ed entra in contatto con artisti ed intellettuali. Frequenta assiduamente, fra gli altri, Henry Cartier Bresson  con cui fonderà, anni dopo, la famosissima agenzia Magnum Photos.

Nella capitale francese incontra Gerda “Taro” Pohorille che, responsabile delle stesse colpe del futuro fotoreporter, era fuggita dalla nativa Polonia.

Tra i due giovani, belli, pieni di vita, intraprendenti ma squattrinati nasce un forte legame sentimentale ed un proficuo sodalizio lavorativo.

Per superare le difficoltà con cui le agenzie accettavano le loro foto e per aumentare lo scarso compenso con cui venivano pagati (anche Gerda, sotto la guida di Andre, aveva imparato a fotografare) decidono di presentare i loro scatti come se fossero stati realizzati da un famoso ma fantomatico fotografo americano: Robert Capa.

Grazie a questo stratagemma la loro situazione professionale ed economica migliora decisamente ed in breve  i lavori di Capa sono ricercati e ben valutati.

Barcellona_1939Nel 1936 i due partono per la Spagna dove è in corso una feroce guerra civile e le loro foto contribuiscono a fare conoscere la situazione drammatica in cui vivono gli spagnoli, il successo arride loro ma, nel 1937, la malasorte pone tragicamente fine alla loro unione. Mentre gli aerei tedeschi bombardano le truppe lealiste Gerda viene travolta da un carro armato “amico”. Nonostante i disperati tentativi fatti per salvarla Gerda muore.

Visitare la mostra di Capa, che fu tra i primi a capire l’importanza della fotografia come mezzo di denuncia e di testimonianza, è come sfogliare un testo di storia dedicato agli eventi bellici che sconvolsero il mondo dal 1936 al 1954. Infatti non c’è fatto bellico che non veda il fotoreporter ungherese impegnato a raccogliere immagini cariche di compassione per le vittime delle guerre stando sempre a breve distanza dai soggetti dei suoi scatti.

Nel 1938 è in Cina dove documenta la resistenza alle truppe giapponesi da parte degli uomini di Chiang-Kai shek.

Robert CapaRitorna in Europa e partecipa agli eventi della 2a Guerra Mondiale  sui vari fronti: (particolarmente significative sono le foto realizzate in Sicilia e a Cassino), è in primissima linea durante lo sbarco in Normandia, vive intensamente la liberazione di Parigi e, appena finito il conflitto , si reca a Berlino per documentare la distruzione della capitale del Reich. Va poi in Israele dove segue il primo conflitto israeliano e dove ritorna per testimoniare il dramma dei rifugiati. È in questa circostanza che scatta una delle sue foto più intense e toccanti: fotografa una bimba vestita malamente, scalza e in lacrime.  E’ questa una delle immagini che meglio raccontano il dramma della guerra , della violenza, della sofferenza degli innocenti. Capa

Nel 1954 si reca in Indocina dove i francesi stanno cedendo sotto gli attacchi delle truppe locali impegnate a lottare per l’indipendenza. Il 25 Maggio 1954 una mina antiuomo uccide il fotografo che tante volte aveva rischiato la vita per essere quanto più vicino possibile all’azione.

Capa, che fu tra i primi ad utilizzare macchine di piccolo formato, dimostrò che le vecchie, gigantesche cassette allora in uso non potevano consentire di lavorare con velocità ed immediatezza e dimostrò pure che la qualità di una foto è legata alla distanza da cui viene ripresa; una immagine efficace non può essere scattata se non stando a ridosso dell’azione.

Roberto capaCercò sempre di applicare questa teoria e, come esempio, si devono ricordare le foto “slightly out of focus”  che scattò il 6 Giugno 1944 quando sbarcò con i primissimi soldati sulle sabbie di Omaha Beach, in Normandia.

Non è possibile descrivere le emozioni che le foto di Capa, scattate in modo potente e toccante allo stesso tempo, riescono a trasmettere, è molto difficile sintetizzare in poche parole la intensità dei sentimenti che esse generano nell’osservatore.

Chi più riuscì a dare una descrizione efficace e valida della sensibilità del grande fotoreporter fu John Steinbeck che scrisse: “(Capa) sapeva che non si può fotografare la guerra perché si tratta per lo più di una emozione. Ma lui riuscì a catturare quell’emozione scattando accanto ad essa. Era in grado di mostrare l’orrore subito da un intero popolo sul volto di un bambino.”

Alberto Mazzocchi – Fotocineclub Mantova

“Cara #Mantova ci mostri il lato B”. Partecipa e mandaci le tue foto

Profilo di Mantova  (foto ©Alberto Mazzochci)
Il Classico profilo “A” di Mantova (foto ©Alberto Mazzocchi)
Il Fotocineclub di Mantova lancia un'iniziativa aperta a tutti: "Cara Mantova ci mostri il lato B". Tutti sappiamo quanto la nostra città sia stata fotografata ormai centinaia di volte nel suo profilo più famoso e magnifico (il suo lato "A", come nell'esempio nella foto a destra). Cartoline stupende sono state create negli anni: al tramonto, in contro luce, di notte con i riflessi delle luci artificiali sulle acque del lago.... il nostro intento però non riguarda nulla di tutto questo. Noi vorremmo che venissero ritratti dei profili "alternativi" di Mantova (anche profili classici, ma visti però da altre angolature o da diversi punti di vista). Provare, insomma, a realizzare una foto veramente UNICA, INEDITA. Non cerchiamo capolavori, tutt'altro... bensì fotografie interessanti che possano ritrarre Mantova nei suoi suoi svariati profili meno "alla moda". Non c'è  limite alla vostra creatività e non sono richiesti mezzi tecnici particolari: il vostro telefonino, la vostra fotocamera compatta o la vostra Reflex andranno più che bene. 

Le fotografe che ci invierete saranno poi pubblicate sul nostro profilo facebook e sul nostro blog. 

Come inviarci le vostre foto?

Scriveteci e allegate le immagini a info.fotocineclubmantova@gmail.com o attraverso facebook, ricordandovi anche di riportare il vostro NOME, COGNOME e indirizzo email.

Di seguito vi riportiamo un paio di scatti di due fotografi del Fotocineclub (ricordiamo che l’iniziativa è aperta a tutti):

1 – foto © Vanni Favalli , uno scatto in bianco e nero del profilo “classico” della città visto però da Cittadella

2 – foto © Andrea Danani, un profilo alternativo della città… la Mantova industriale in un bianco e nero senza mezzi toni